Seleziona una pagina

Come conseguenza logica dall’argomento trattato nell’articolo precedente, ne deriva che il primo argomento in assoluto da trattare in una lezione di Kitesurf è la sicurezza. Ovvero conoscere quali sono i sistemi di sicurezza che ci consentono di staccarci dall’aquilone, come e quando usarli con cognizione di causa, sapere come comportarsi nello spot in cui ci si trova: in questo modo potremo praticare questo sport in assoluta sicurezza per noi stessi e per gli altri.

É esattamente come in qualunque altro sport: chi impara a sciare deve sapere come evitare di schiantarsi contro un ostacolo (imparare a frenare); come poter affrontare una discesa ripida (curvare) e come muoversi in qualunque situazione (neve fresca, discese da evitare, controllare la velocità etc).

Il primo punto su cui soffermarsi, sia per i principianti così come per i kiter esperti, è l’analisi del dove siamo a fare kitesurf: lo spot. Il punto di partenza relativamente al quale osserviamo le condizioni dello spot è IL VENTO, primo concetto con cui dobbiamo familiarizzare.

Il vento è caratterizzato da una direzione ovvero da dove arriva e verso dove soffia, (possiamo visualizzare la direzione con una freccia) e da una velocità.

Come possiamo determinarne la direzione?
Ci guardiamo intorno: la direzione del vento è facilmente riconoscibile dall’osservazione dello sventolare delle bandiere, dal muoversi delle fronde degli alberi, dalla direzione in cui cade la sabbia quando la lasciamo cadere, dal movimento dell’erba…
Inizieremo a percepire una forza naturale a cui normalmente non badiamo nella vita di tutti i giorni. Inizieremo anche a conoscere modelli di previsione del vento e far caso a questa grandezza nel meteo.

Importante è acquisire la terminologia che ci consente di descrivere la direzione del vento rispetto alla spiaggia:

  • ON SHORE: verso terra;
  • SIDE ON SHORE: verso terra ma con una inclinazione laterale;
  • SIDE SHORE: parallelo alla spiaggia;
  • OFF SHORE: da terra verso il mare;
  • SIDE OFF SHORE: da terra verso mare ma con una inclinazione rispetto alla spiaggia.

Quando facciamo kitesurf possiamo navigare in una direzione più o meno perpendicolare al vento, possiamo bolinare ovvero risalire il vento, o andare al lasco ovvero navigare nella direzione in cui soffia il vento. Sono andature controllate, ma dobbiamo sempre porci la domanda: dove mi porta il vento e la corrente se per caso non sono più in grado di determinare la mia andature? Qualora ad esempio il kite fosse in acqua e non riuscissi più a ripartire?

Ecco che l’analisi della direzione in cui soffia il vento rispetto alla spiaggia risulta essere fondamentale: è la direzione in cui veniamo portati in caso di problemi (i dettagli riguardo ai venti verranno spiegati in un articolo successivo).

vento per il kitesurf

I venti con cui è più sicuro fare kitesurf sono quelli side on shore.

L’off shore è sconsigliato a meno che non ci sia un gommone per il recupero; il vento da terra, inoltre, risulta essere più rafficato vicino alla spiaggia, dove presenta una velocità minore rispetto che al largo (dobbiamo dunque valutare bene come scegliere la vela da usare).
Il vento on shore (perpendicolare alla spiaggia) sembra essere sicuro in quanto ci porta verso riva, ma se per partire non possiamo allontanarci a piedi dalla spiaggia (non sempre si tocca per molti metri) potrebbe essere pericoloso in quanto ci spinge verso riva.

Questi sono cenni di aspetti importanti su cui riflettere riguardo all’importanza della direzione del vento nella pratica del kitesurf (i dettagli vengono spiegati durante le lezioni di teoria)

La velocità del vento è sempre ugualmente costante? E la direzione? É un vento rafficato?
Queste sono le prime domande che dobbiamo farci quando analizzziamo il vento presente nel nostro spot in quel determinato momento.

La velocità del vento si può misurare con uno strumento, l’anemometro. Non ha prezzi irraggiungibili (dai 30 € in su) ed oggi ve ne sono alcuni modelli anche collegabili allo smartphone.
Le unità di misura presenti nell’anemometro sono i nodi (knts) o i Beaufort (BFT).

1 Nodo equivale a un miglio nautico l’ora: 0,514 m/s; 1,852 km/h
Velocità: è la media di tutte le velocità del vento misurate in un certo intervallo di tempo (velocità media)
Raffiche: velocità del vento più elevata di tutte quelle calcolate ad ogni intervallo
Il Beaufort è un intervallo di velocità

Nella tabella si possono vedere le conversioni da una unità di misura all’altra

tabella conversione vento

Meteorologia: familiarizzare con il vento e le previsioni

In meteorologia il vento è il movimento di una massa d’aria atmosferica da un’area con alta pressione (anticiclonica) a un’area con bassa pressione (ciclonica).

Ci sono diversi modelli di previsione del vento.
lamma.rete.toscana.it
windy.com
windfinder.com
www.windguru.cz

ilmeteo.net
meteo-allerta.it

Dobbiamo considerare però anche che ci sono molti fenomeni locali di venti termici per i quali questi modelli non funzionano nella previsione della velocità del vento, in quanto si basano sulla previsione di zone ad alta e bassa pressioni su larga scala.

Il principio in generale alla base dello sviluppo dei venti termici è sempre uno spostamento di aria da una zona con alta pressione a una con bassa pressione, ma su scala più piccola ed in vicinanza di un bacino idrico bisogna tenere conto che l’acqua ha una maggiore capacità termica rispetto alla terraferma. Quindi bisogna combinare le informazioni su larga scala con quelle su piccola scala
A partire dall’alba le masse d’aria sopra il mare o i laghi si riscaldano più lentamente rispetto a quelle sopra la terraferma. Questo causa una situazione di alta pressione sopra il mare e una di bassa pressione sopra la terraferma (grossolanamente l’aria calda tende a salire e si genera bassa pressione) che determina lo spostamento d’aria dal mare verso la terra.
La brezza di mare nasce sulla superficie d’acqua nei pressi del litorale. Si manifesta maggiormente nella tarda mattinata, durando fino al pomeriggio quando raggiunge la massima intensità, poi diminuisce fino a cessare verso sera.
Dunque oltre ai venti di perturbazione nel Mediterraneo (Maestrale, Grecale, Scirocco, Libeccio, Ponente, Tramontana, Levante, Ostro) ci sono venti termici che soffiano dal mare verso terra durante le caldi estati, e possono arrivare fino a 18-20 Nodi.

Per determinare se si svilupperà un vento termico dobbiamo combinare diverse informazioni. Valutiamo la direzione del vento di perturbazione previsto, se ha una direzione opposta all’eventuale vento termico, i due venti andranno ad annullarsi a vicenda oppure uno dei due sarà più debole del previsto. Se la direzione del vento di perturbazione è uguale a quello termico come il termico esso andrà a rafforzare il termico e dunque sarà di velocità maggiore di quello previsto.

Sui laghi è la stessa cosa, dobbiamo tenere conto se la giornata sia calda e soleggiata e verificare la direzione dei venti di pressione: se si oppongono alla direzione del vento termico allora potrebbe non svilupparsi o vincere il vento di pressione, oppure se non c’è vento di pressione o direzione uguale a quello termico allora esso si svilupperà.
Esempi ne sono il Lago di Garda, il lago di Como,il  lago di Santa Croce ed il lago di Silvaplana in Svizzera.
Inoltre anche in zone costiere marine si sviluppano venti termici che vanno a rafforzare eventuali venti di perturbazione come lo Scirocco o il Grecale.


Analizzare le caratteristiche del vento in relazione allo spot in cui ci troviamo è il primo passo per fare kitesurf in sicurezza.

Detto questo, sulla base delle caratteristiche del vento (direzione, intensità e costanza) faremo le nostre considerazioni  e se ci sono condizioni adatte per uscire a fare Kitesurf. E in caso affermativo decideremo  dove montare e partire con il nostro kite, dove entrare e dove eventualmente uscire dall’acqua!

formazione vento termico